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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: attualità 

alllll.jpgCompagnia Aerea Italiana. È questo il nome della “new company” che garantirà un futuro a ciò che resta di Alitalia, rilevandone il marchio, le attività di volo, rotte, flotta e una parte degli attuali dipendenti.

I riflettori sono tutti puntati sull’odierno Consiglio dei Ministri per il varo di una riforma che consentirà di accendere il semaforo verde al cosiddetto “Piano Fenice”, che prevede lo spacchettamento dell’attuale compagine aziendale in due nuove aziende: la nuova società sostenuta dalla cordata italiana integrata da Air One; dall’altra la vecchia Alitalia, una “bad company” con il pieno di debiti ed esuberi. Il tutto mentre proseguono le trattative per trovare un forte alleato internazionale alla nuova compagnia di bandiera.

Plaudo all’iniziativa del governo sul fronte della soluzione della spinosa questione che l’esecutivo precedente ha intenzionalmente mantenuto in uno stato comatoso, preferendo proseguire un matrimonio d’interesse con il sindacato e continuare sistematicamente ad archiviare trimestrali in profondo rosso. Siamo il Paese che più ogni altro può vantare con orgoglio la dotazione di uno straordinario patrimonio storico, artistico, religioso e culturale, non potevamo certo consentire con il falso pretesto del mercato e della soluzione migliore, come sostengono ancora in molti tra coloro che si candidavano ad accendere la stella di un nuovo miracolo italiano, di essere comprati da un competitor straniero. Viva quindi l’Alitalia, finalmente si torna in pista. 

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: attualità 

consumi.jpg200 per cento: è questo il balzo che i prodotti ortofrutticoli compiono dalla raccolta alla tavola del consumatore finale. La Banca d’Italia, che ha elaborato lo studio da cui emerge il dato, punta il dito contro la struttura dei mercati all’ingrosso: frammentati, obsoleti e scarsamente informatizzati.

“Nel corso degli ultimi tre anni – si legge in una nota di Palazzo Koch – con riferimento a un paniere di prodotti orticoli costruito in modo omogeneo, la differenza tra il prezzo alla produzione e quello all’ingrosso risulta in Italia superiore al 100 per cento, contro un valore medio del 60 in Spagna e Francia”. Sotto accusa finisce anche la struttura del mercato all’ingrosso, che “ si caratterizza ancora per la presenza di una moltitudine si strutture di piccola dimensione.

A fronte dei 19 mercati all’ingrosso esistenti in Francia e dei 23 in Spagna, in Italia sono presenti quasi 150 strutture”, il 90 per cento delle quali ha “una dimensione pari a meno di un quinto di quella delle realtà minori in Francia e Spagna”. Trovo questo dato ingiusto, ma non per questo sono disposto a salire sul carro della demagogia di chi ad intermittenza sposa le ragioni del consumatore.

Così come il mercato deve continuare ad essere informato ai canoni del liberismo, e trovare l’automatico aggiustamento attraverso la scelta del consumatore, necessita di maggiori controlli la filiera del prodotto per evitare che sia la speculazione a determinare il prezzo.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: ambiente

recycling.jpgI rifiuti da imballaggio “sono una risorsa economica che i Comuni italiani non riescono a sfruttare e che potrebbe invece, con un opportuno ricorso al mercato, garantire ai cittadini un servizio di raccolta migliore e tariffe più basse”.

Si è conclusa con questa considerazione l’indagine conoscitiva avviata il 22 marzo del 2005 dall’Antitrust relativa al settore dei rifiuti da imballaggio e ai consorzi di filiera per la raccolta e il recupero di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Secondo l’authority è necessaria una maggiore competitività nel settore, ricorrere alle aste per valorizzare il recupero dei materiali, evitare situazioni emergenziali o continue modifiche al quadro normativo che finiscono per “ostacolare lo sviluppo ottimale del settore”.

Soltanto un nuovo modello di governace potrà risolvere questa come altre problematiche con cui gli enti territoriali si confrontano, con risultati a dir poco mediocri, nella somministrazione dei servizi pubblici essenziali. Occorre attuare e promuovere una nuova vision che possa consentire agli enti una gestione attiva dei servizi, trasformandone l’oggetto in una opportunità di business senza per questo falsare, come accade invece oggigiorno, le regole del libero mercato.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: attualità 

knowledge.jpgUna bocciatura senza appello è quella che i maggiori indici di valutazione mondiale riservano all’istruzione italiana: nella scuola, l’Italia è in fondo alla graduatoria dei paesi più industrializzati del mondo.

I nostri studenti occupano il fanalino di coda per cultura scientifica, matematica e capacità di lettura; la scuola italiana, inoltre, è quella che produce più disoccupati fra i paesi dell’Ocse, l’Organizzazione per la coop.ne e lo sviluppo economico e quella dove il tasso di abbandono degli studi secondari è di oltre cinque punti sopra la media dell’Unione Europea.

Le crepe più grandi si rilevano nel campo dell’insegnamento secondario nel quale, pur spendendo per allievo più di tutti gli altri paesi dell’Ocse, vantiamo il ventiquattresimo posto per numero di diplomati, sotto la media europea, a causa dell’elevato tasso di abbandono degli studi. Siamo dunque gli ultimi della classe e la colpa dello status quo va rintracciata nell’assenza dei principi di autorità e responsabilità che i protagonisti della perversa stagione sessantottina hanno bandito dalla cultura dominante, avallando il pensiero unico dell’egualitarismo in luogo di quello meritocratico.

È necessario che la scuola torni ad esprimere la sua missione educativa giustificando il suo ruolo propulsore nelle diverse dimensioni del sistema Paese. E soprattutto torni a parlare il linguaggio della serietà e dei contenuti. Il governo ha imboccato la giusta direzione, non ci resta che attenderne i risultati.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: ambiente

cavo.jpgCresce la dipendenza energetica dell’Ue: più della metà dell’elettricità consumata nell’Europa a 27 è importata dall’estero.

Secondo i dati di Eurostat, la percentuale di dipendenza da forniture estere è del 53,8 per cento, in crescita di due punti e mezzo rispetto all’anno precedente, ma con grosse differenze. Bassa la dipendenza dalle forniture estere in Polonia (19,9 per cento) e Gran Bretagna (21,3). Alta invece in Italia (86,8) e Spagna (81,4). La Francia si tiene poco sotto la media europea (51,4). È sempre più imbarazzante il divario che ci separa dai paesi più virtuosi in Europa: basta guardare alla Polonia, alla Svezia e ai Paesi Bassi, ma soprattutto alla Gran Bretagna che, grazie alla composizione di un ottimale mix energetico e a scelte lungimiranti, importa energia tre volte meno rispetto al nostro Paese. Eppure il sole brilla ed il vento soffia anche sull’Italia, ma negli anni il sistema politico ed economico non ha investito sulle energie rinnovabili, come invece hanno fatto i nostri competitors europei: sarebbe stato ambientalmente sostenibile ed economicamente vantaggioso al cospetto dell’attuale dittatura energetica che ci tiene sotto scacco.

Come non ha investito sul nucleare cavalcando con demagogia la paura sociale e agitando lo spettro dei pretesti. Ma oggigiorno i nodi sono giunti al pettine.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: territorio
forb.jpgProbabile diminuzione, in caso di necessità, del numero dei componenti degli equipaggi delle ambulanze: dai tre previsti, autista, soccorritore ed infermiere, si passerà a due con l’eliminazione del soccorritore. Lo ha sancito un’ordinanza della direzione dell’Ares, l’azienda regionale emergenza sanitaria, per fronteggiare la carenza di fondi in cassa. All’iniziale allarme sull’impossibilità di far fronte alle spese di carburante per alimentare i mezzi di soccorso, si è poi aggiunto quello relativo alla riduzione dell’autoparco disponibile per l’operatività aziendale per l’assenza dei fondi necessari al pagamento delle spese per le manutenzioni e riparazioni. Ciò che ha destato e desta imbarazzo in questa vicenda è stato ed è il fatto che nelle more dell’approvazione del provvedimento di assestamento di bilancio, al nobile impegno dell’attuale maggioranza circa il recupero dei fondi tagliati all’azienda non sono seguiti i fatti. A farne le spese, purtroppo, è un delicatissimo servizio che non dovrebbe subire la logica perversa del taglio indiscriminato dei finanziamenti. Ma è questa la logica di una maggioranza con le forbici sempre a portata di mano quando si tratta di tagliare i fondi per i servizi essenziali, e con la penna pronta ad incrementare le spese per tutto ciò che riguarda il cerimoniale. Visita il sito: www.civisonline.it/territorio.php
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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: politica

j.jpg“Le società meritocratiche hanno tutte almeno una fabbrica di eccellenza. L’America ha le università della Ivy League e le multinazionali che vincono la “guerra dei talenti”. Singapore e la Francia hanno il settore pubblico. Israele ha una difesa tecnologica.

Una o più grandi istituzioni universitarie eccellenti sono sempre la piattaforma essenziale per selezionare e formare i migliori … coloro che hanno tutte le caratteristiche essenziali della leadership, soprattutto l’abilità di trattare con le persone, di conquistarne la fiducia e di creare opportunità per tutti, non solo per sé stessi.

I valori morali sono la loro vera forza e permettono di continuare a migliorarsi come individui anche anni dopo che sono usciti dalle “fabbriche di eccellenza”. Dove è la nostra?”. Se lo chiede Roger Abravanel, ex consulente McKinsey ed autori di numerosi saggi, nel suo ultimo libro ‘Meritocrazia’, un testo nel quale analizza le criticità del sistema Italia ed avanza proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto. Ma quella dell’autore è la stessa domanda che anni mi pongo e che l’attuale modello continua ad ignorare, alimentando nepotismo e gerontocrazia e sottraendo ai più la possibilità di giocare il proprio jolly.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: economia
bowl.jpgDal 1995 alla vigilia del taglio dell’Ici, ovvero in soli 12 anni, il prodotto interno lordo è aumentato del 22,5 per cento, le entrate dello Stato del 16,2, quelle delle amministrazioni locali del 117,6. Lo rivela uno studio basato sulle statistiche della Banca d’Italia ed elaborato dalla Cgia di Mestre, che evidenzia come la pressione fiscale degli enti locali, nel periodo in esame, sia cresciuta di sette volte rispetto a quella statale. Un dato questo che potrebbe essere giustificato se all’aumento del prelievo fiscale avesse fatto seguito il progressivo incremento della qualità dei servizi erogati, ciò che purtroppo non è avvenuto, e il conto che ci propongono legittima un disegno burocratico avulso dalla realtà. La colpa di quanto è accaduto va ricercata in una sorta di federalismo all’amatriciana, che ha consentito agli enti locali di moltiplicare il prelievo, alternando monopoli pubblici e privati senza per questo informare i servizi erogati ai canoni di un’impresa in funzionamento. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli enti locali fanno strike mentre i cittadini non vedono nemmeno l’ombra dei birilli. Visita il sito: www.civisonline.it/economia.php
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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: territorio
m.jpgNovantasei: è questo il posto che occupa la provincia di Frosinone nella classifica del reddito medio per contribuente dell’anno 2007 stilata dal quotidiano economico finanziario “Il Sole 24 Ore”. 12.471 euro è il reddito medio, in diminuzione di quasi il dieci per cento rispetto al dato rilevato nel 1999, un valore che pone la nostra provincia all’ultimo posto tra quelle del Lazio. Questi dati, gli ennesimi, dovrebbero richiamare al senso del realismo coloro i quali, in questi anni, hanno governato questo territorio godendo peraltro di ampie maggioranze. Ma ancora una volta il condizionale è d’obbligo dal momento che, anche in questa circostanza, non hanno lesinato di praticare l’arte del giustificazionismo, rinviando alle problematiche strutturali che questo territorio erediterebbe dal passato. Lo dice la massima espressione del governo del territorio, il  super presidente Francesco Scalia, che a tal proposito si è espresso in questi termini: “… la Ciociaria, e questo è certo, sconta le difficoltà economiche che vive il territorio dagli anni Novanta …”. Scusate, ma chi è stato nell’ultimo decennio al timone della presidenza della Provincia? Dove è vissuto in questi anni? E di cosa si è occupato dal momento che i dati certificano l’inesistenza della stella a cui da anni ci ha abituato a credere? Corre voce che sia interessato ad uno scranno per Bruxelles: ecco, probabilmente l’aeroporto una funzione avrebbe potuto averla, ma temo che per approdare in Europa non siano sufficienti le allucinazioni ideologiche di cui finora ci si è nutriti e la propaganda filosofica che si è somministrata. Visita il sito: www.civisonline.it/territorio.php
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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: politica
i.jpg1.100 enti parco e aree protette dotate di un cda, un presidente e un direttore generale; 191 consorzi di bonifica; 131 ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti e 91 per i sistemi idrici; … Attenzione poi a non dimenticare, nell’elenco delle poltrone da somministrare a quanti le urne non hanno consegnato una comoda poltrona, le Ipab, gli istituti di pubblica assistenza e beneficenza sconosciuti ai più, e le Apt, le aziende per il turismo che nessuno sa bene per quale ragione non siano state abolite dal momento che le loro funzioni sono state assorbite dall’Enit. L’elenco degli enti, agenzie e fondazioni sarebbe infinito, quindi impossibile da riassumere in poche righe, le stesse dalle quali, però, colgo l’ennesima occasione per denunciare le inefficienze di un sistema perverso di gestione della pubblica amministrazione, spesso al servizio della politica piuttosto che del cittadino. Occorre un radicale ripensamento degli ingranaggi che muovono le strutture fondamentali della macchina pubblica, che deve archiviare definitivamente i metodi delle passate stagioni per concentrarsi sul presente e soprattutto programmare con razionalità il futuro. Ciò si può realizzare se a volerlo sono gli uomini, animati dal pragmatismo del presente piuttosto che dalla nostalgia del passato. Visita il sito: www.civisonline.it/politica.php
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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: attualità 

archimedee.jpg “Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta”. Titola così l’articolo del quotidiano britannico ‘The Indipendent’ che, prendendo di mira le ordinanze dei vari sindaci italiani, vuole inviare un monito ai turisti stranieri.

L’articolo, più che l’analisi del merito della vicenda, si articola attraverso un susseguirsi di esempi che rinviano ad autentici sberleffi nei confronti del nostro Paese, reo di voler promuovere una nuova disciplina comportamentale a sostegno del rispetto della legge e, soprattutto, del buon costume. Mi verrebbe da chiedere all’autore, che si diverte ad interpretare il ruolo di maestro, come dovremmo essere per meritare il suo apprezzamento. E se, piuttosto che esercitarsi ad imbastire fantasiosi scenari prestandosi a ricoprire il ruolo della marionetta, non sarebbe stato il caso di rivolgere un plauso ai nostri amministratori, invitando quelli del suo Paese a fare altrettanto.

Inoltre, considerando i facili costumi del paese da cui si diverte a sberleffarci ritengo davvero che sia in preda ad una crisi nostalgica dove miopia, invidia e presunzione contribuiscono a mantenere vivi i ricordi di stagioni ormai archiviate. Questa papera ne è sintesi e testimonianza.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: ambiente

high-voltage.jpg1 megawatt di elettricità prodotto lo scorso 10 luglio nel Settentrione costava 106,66 euro, al Centro e nel Meridione 123,29, in Sardegna 113,06 e in Sicilia addirittura 171,09.

Tali asimmetrie di prezzo si giustificano con il fatto che alcune zone del Paese, a causa della politica del no, non sono collegate alla rete nazionale, creando disfunzioni nella distribuzione dell’energia ed alterando il prezzo medio nazionale. Ma non sarebbe meglio prevedere che l’elettricità venga trasferita con prezzi differenziati da zona a zona, premiando le regioni infrastrutturalmente virtuose rispetto a quelle che continuano ad osteggiare il progresso? È questa, in sostanza, l’idea di Antonio Costato, vicepresidente della Confindustria per l’Energia e il Mercato, che ha in mente una proposta provocatoria, una sorta di secessione energetica che consiste nel favorire il trasferimento di elettricità a prezzi differenziati. La trovo un’idea concreta al servizio del Paese.

Le Regioni debbono acquisire la consapevolezza delle problematiche dei territori che amministrano e governarne le relative variabili con senso di responsabilità, in ossequio ai canoni dello sviluppo piuttosto che alla logica dell’assistenzialismo, il vero cancro dell’attuale sistema.

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: economia
euro.jpgUna carta acquisti con onere a carico dello Stato, finanziata attraverso il gettito della cosiddetta Robin Hood tax a carico di petrolieri e banche. La carta avrà un valore di 400-550 euro all’anno e sarà distribuita a circa 1 milione di italiani, con priorità per gli anziani e le famiglie con bambini piccoli; sarà prepagata e ricaricata dallo Stato, anonima e con incentivo all’utilizzo. È questa la risposta del ministero dell’Economia per sostenere i redditi di anziani e famiglie bisognose rispetto all’attuale crisi del sistema economico e sociale che pervade il Paese. Trovo doveroso che una buona politica si faccia carico di interpretare i veri bisogni della gente, elaborando risposte concrete a sostegno delle relative istanze, piuttosto che praticare le arti antiche quanto inconcludenti della retorica e della demagogia. Mi auspico che a questo provvedimento ne facciano seguito altri, intrisi dello stesso coraggio. Intendo riferirmi alle liberalizzazioni dei servizi pubblici essenziali, alla riduzione della pressione fiscale e all’abbattimento di tutti gli steccati che nel nostro Paese si pongono tra chi ha troppo e chi troppo poco. Il benessere di un paese, a mio avviso, non si valuta dalle cifre che esprimono la sua economia, ma dalle modalità attraverso le quali ridistribuisce la crescita, favorendo la promozione di un modello di sviluppo socialmente sostenibile.  Visita il sito: www.civisonline.it/economia.php
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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: politica
peace.jpgDopo l’Afganistan, l’Iraq, le tensioni con l’Iran, la questione tibetana e le decine di altri spinosi capitoli all’ordine del giorno dell’agenda della politica estera mondiale, un altro delicato conflitto contribuisce a gettare benzina sul fuoco. La questione georgiana, chiamando in causa Russia e Stati Uniti, sebbene su posizioni divergenti, si profila determinante per il futuro assetto delle relazioni politiche tra le due maggiori superpotenze del globo, impegnate nella composizione di un fragile equilibrio internazionale che non può prescindere dagli ingenti interessi in campo. Nel mentre le diplomazie sono al lavoro continuiamo ad assistere, con rabbia e sgomento, alle immagini morti e devastazioni. Intere famiglie distrutte dal dolore di una guerra, l’ennesima, per la quale nessun teorema può assumersi l’onore di giustificarne il corso. Uomini e donne che vedono in fumo i sacrifici di una vita, ragazzi e ragazze a cui la forza ha strappato i sogni e, con molta probabilità, la gioia di vivere. Mi auspico, per la Georgia come per tutte le guerre in corso, un rapidissimo intervento della diplomazia; ma soprattutto che a muovere lo stesso siano le ragioni della pace piuttosto che quelle sottese alle grandezze di ordine economico, e che questo territorio, e la sua gente, possano ritornare a vivere all’insegna della tranquillità e della pace. Visita il sito: www.civisonline.it/politica.php

“POLITICANDO” SABATO-6 SETTEMBRE-RADIO DAY-ORE 10:30

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Autore: Augusto pigliacelli   Categoria: attualità 

siringa.jpg Ripulire lo sport a tutti i livelli e in tutte le discipline. È questa la strategia sottesa alle dichiarazioni di Jacques Rogge, presidente del Cio, il comitato olimpico internazionale. I Giochi Olimpici di Pechino, da questo punto di vista, hanno segnato una tappa importante di questo percorso.

Dal 17 giugno, giorno della squalifica inflitta alla metà dei componenti della squadra greca di sollevamento pesi, al 5 agosto, giorno della squalifica del nuotatore azzurro Federico Turrini e di tre marciatori russi, è andata in scena una vera e propria crociata al doping. Si complica, quindi, la vita per i “manovratori”, per quanti cioè alterano le proprie potenzialità nel presupposto di migliori performance. E nel gioco tra il gatto e il topo pare davvero che la vita per quest’ultimo sia destinata a farsi particolarmente dura. Confortano le parole di Francesco Botrè, direttore del centro romano dell’Acqua Acetosa e capo della Waads, la struttura che detta le linee guida della Wada, l’agenzia antidoping mondiale: “Il doping nello sport è come un record, prima o poi è destinato a essere battuto”.

Lo sport è una palestra di vita importantissima, e come tale non può esimersi dal tenere alta la bandiera dei valori e dei principi che sono alla base di una dignitosa esistenza umana. Deve piuttosto promuoverli attraverso i canoni di una sana e leale competizione, quella che il doping uccide.

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“POLITICANDO” SABATO-6 SETTEMBRE-RADIO DAY-ORE 10:30

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